Una bella Universiade, ma anche un’occasione persa

Una bella Universiade. Tanto, da rappresentare una occasione colta a metà. Purtroppo.

Doveva e poteva essere una festa per tutti, si è rivelata un appuntamento scarsamente pubblicizzato a causa delle enormi difficoltà organizzative, con una partecipazione ridottissima di pubblico, insomma un evento internazionale ospitato dal territorio ma da questo sostanzialmente slegato, quasi avulso.

Sono tanti i chiaroscuri di questo evento internazionale che si chiude domani, 14 luglio.

A parte i dispetti istituzionali, ripetuti e reiterati nei mesi e settimane scorsi, tra il Comune di Napoli e la Regione Campania, i poco edificanti “cazzotti” verbali tra De Magistris e i suoi assessori, da un lato, e il presidente Vincenzo De Luca dall’altro, cosa ci rimane di questa avventura?

Per rispondere ho preferito fare una cosa semplice, dare un’occhiata alle recensioni lasciate dagli utenti sulla fanpage facebook.com/napoli2019 (175 in tutto, quando sto scrivendo, con una media di 4,6 di gradimento) che hanno frequentato e vissuto le Universiadi. E, così, a fronte di alcuni commenti positivi o entusiastici emerge l’altra faccia della medaglia (decisamente, di cartone), in particolare dal 3 luglio ovvero dall’inizio delle gare con gli utenti che scrivono e segnalano tutta una serie di criticità.

Rosanna Lemma, fa emergere una circostanza poco edificante, gli impianti indoor senza aria condizionata,

Ely Cuomo e con lei diversi utenti lamentano la disorganizzazione complessiva nella gestione degli impianti e degli spettatori

 

A completare questa rapida carrellata, alla quale si badi bene nessuno ufficialmente ha risposto o ha motivato il perché di talune scelte, ci sono poi i commenti negativi degli utenti stranieri che hanno evidenziato l’approssimazione dell’organizzazione che è stata graziata unicamente dalla scarsissima affluenza di pubblico.

Questa volta è andata così, ce la siamo cavata per il rotto della cuffia e non per merito nostro, anzi, però sorrido e tremo al tempo stesso quanto sento parlare di un grande successo organizzativo e della possibilità di candidare Napoli per un appuntamento olimpico.