Regionalismo differenziato

Da oggi inizia una battaglia di civiltà,  dignità e sopravvivenza.

Il ministro @matteosalvini conta di approvare la riforma per l’autonomia regionale prima dell’inizio dell’estate e ci conferma che il “progetto è pronto… questo e su altri fronti di tempo se n’è già perso abbastanza”.

Ma cosa accadrebbe, se dovesse essere votato il regionalismo differenziato?

Sanità, Trasporti pubblici, Scuola, Servizi Sociali, Formazione, sono solo alcune delle competenze regionali che sarebbero stravolte e private di risorse.

Pensiamo al personale docente:

con l’autonomia differenziata è stato calcolato un aumento dello stipendio di circa 200 euro ai docenti, che assai realisticamente potrebbe riguardare solo il Nord.

“A queste cifre i presidenti leghisti arrivano ispirandosi alle due Province autonome di Trento e Bolzano (ancora più ricche delle due regioni che oggi chiedono la revisione dell’articolo 116)” (Corrado Zunino – “la Repubblica”).

La classe dirigente meridionale non può rimanere in silenzio, è arrivato il momento di un un impegno politico ed istituzionale serio, senza populismi di sorta. È il momento di rivendicare a voce alta il valore dell’unità sugli egoismi territoriali.