Io continuo a difendere il comparto bufalino

Il buon Vincenzo De Luca, in maniera improvvida, strumentale e sguaiata, per dare sfogo al personalissimo racconto di essere il “primo della classe a prescindere dai risultati”, nel corso dell’intervento mattutino, tenuto all’Hotel Continental nell’ambito dell’assemblea “Campania per l’ambiente”, ha testualmente dichiarato:
«[…] a Caserta stiamo facendo un accertamento rigoroso sulle condizioni igienico – sanitarie degli allevamenti di bufale, ebbene non abbiamo autentici farabutti, imbecilli che dicono agli allevatori “noi impediremo gli abbattimenti dei capi bufalini”? Credo che il Presidente della Provincia di Caserta sia impegnato in questo giro di consolazione degli allevatori. Qual è la differenza? – continua De Luca, armando a pallettoni la sua triste oratoria – Se c’è anche un solo capo bufalino infetto, questo deve essere abbattuto. Punto e basta. Altrimenti roviniamo un intero settore produttivo. Questa è la differenza tra chi pensa di farsi i clienti e chi pensa a difendere un intero settore. Poi, agli amici di Caserta dico: se volete votare per i farabutti fatelo pure, ma dovete sapere che una generazione di giovani casertani è destinata ad alimentare un flusso di pellegrinaggio verso i paesi dell’Europa per vivere […] ».

 

Potrei rispondere al presidente De Luca che i cittadini casertani non hanno affatto bisogno dei suoi consigli su chi votare, hanno l’intelligenza e la libertà di scegliersi da sempre i propri rappresentanti o di mandarli a casa; che non è certo lui l’istruttore in capo che concede a noi tutti il patentino di liceità su come si difende un territorio; e, infine, potrei ancora replicare al suo terrorismo ideologico, rammentandogli che i nostri giovani, così come i giovani della Campania, sanno bene che c’è qualcuno che ha una fetta consistente di responsabilità politiche rispetto alle crisi che la regione sta pagando a caro prezzo, questo è proprio De Luca che fa politica dal 1975!”.

Invece, è mia premura fargli sapere che non solo a Salerno o a Napoli, ma anche a Caserta ci sono amministratori seri, avveduti e competenti. Tant’è che lunedì scorso ho firmato il decreto a sostegno della battaglia politica che gli allevatori, i trasformatori e tutti gli operatori e lavoratori della filiera bufalina stanno portando avanti a tutela del latte, della mozzarella e del patrimonio zootecnico della bufala mediterranea italiana, per modificare le disposizioni impartite dalla Giunta Regionale con la delibera 207 del 20 maggio 2019. E, ancora, nel mentre De Luca offendeva gli amministratori, i cittadini e i produttori casertani, pensando a noi tutti come a dei farabutti, il Ministero delle Politiche Agricole, ha invitato la stessa Regione Campania e la Provincia di Caserta a far parte di un “Tavolo di lavoro per affrontare le problematiche di tipo sanitario collegate all’allevamento bufalino in Campania”.

Il tavolo tecnico voluto dal Ministero suona come una prima sonora batosta per chi, abituato a vestire gli speroni dello sceriffo e a mostrare il distintivo per imporre le proprie scelte, pensa che i problemi sanitari della filiera si risolvano solo e soltanto con gli abbattimenti dei capi bufalini.
Io sarò certamente al tavolo voluto dal Ministero e spero che De Luca faccia altrettanto, senza delegare terze persone o funzionari regionali, perché solo così dimostrerà il suo reale interesse per la tutela della filiera bufalina e il rispetto dovuto ai cittadini casertani”.